Le grotte di Cozzetta

L’inghiottitoio Cozzetta, noto anche come inghiottitoio della Bacùta, è ubicato ad est dell’abitato di Caselle in Pittari, lungo il corso del rio Bacùta. Esso rappresenta un inghiottitoio ormai di modesta attività poiché le acque che un tempo vi si riversavano abbondanti e impetuose oggigiorno vengono catturate circa 100 metri più a monte dall’Inghiottitoio Cozzetta. Un sentiero turistico segnalato porta, tramite una ripida scalinata che scende lungo il versante del vallone, fin davanti all’ingresso della grotta, che si presenta come una larga frattura con una volta a tetto. La grotta fu visitata per la prima volta durante la campagna del CSR al Bussento del 1952, ma l’esplorazione e il rilievo furono completati nel 1960, ad opera dello Spelo Club Roma (SCR), che scoprì un collegamento tra questa grotta e l’Inghiottitoio dell’Orsivacca. L’inghiottitoio si sviluppa in direzione sud-ovest per una lunghezza complessiva di circa 370 metri ed un dislivello di 90 metri. La grotta inizia con una serie di saltini verticali di profondità variabile ma sempre modesta, con le pareti spesso coperte da colate calcitiche e mammelloni di estrema bellezza; alla base dei pozzi sovente si rinvengono marmitte piene di acqua. Superato questo primo tratto, la grotta assume un andamento prevalentemente orizzontale con una galleria ampia, dal fondo ciottoloso e con qualche pozza d’acqua, mentre sulle pareti laterali vi sono abbondanti concrezioni calcitiche. Si giunge quindi ad un ampia sala che presenta la parete di fondo completamente occupata da una enorme colata calcitica; da qui la grotta si approfondisce di qualche metro e si ha un brusco abbassamento della volta. Gli ambienti si allargano e alle gallerie si alternano ampi saloni ingombri di fango nel quale scendono abbondanti colate calcitiche. Superata una galleria in leggera risalita, che durante l’attività precedente della grotta rappresentava probabilmente una condotta forzata, si arriva ad una serie di salti di qualche decina di metri, seguiti da una breve galleria interrotta da un paio di piccole marmitte. Si arriva infine ad un salto di pochi metri che immette in una grande sala intitolata allo speleologo basco De La Hidalga, che rappresenta la congiunzione con l’Inghiottitoio dell’Orsivacca.

Approfondimento: scarica rilievo catastale della grotta

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